Il 19 aprile: la festa dei Filelleni!




Il 19 aprile 1824 a Missolungi moriva Lord Byron, accorso per sostenere il Popolo greco in lotta per la propria indipendenza contro l'oppressione turca. La Grecia libera celebra, da allora, ogni anno in questa data, il filellenismo militante... 

E’ ormai tradizione che il 19 aprile, in quanto Presidente della Società Filellenica Italiana, con questo esordio, rivolga un personale saluto a quanti condividono i nostri ideali.

Quali insegnamenti ci ha dato la Grecia antica: infiniti; ancora inesplorati; indiscutibili e indiscussi anche da quanti, per sminuirne la portata e confinarla in una mitica età dell’oro, tracciano una netta discontinuità fra l’antichità ed i tempi moderni, disconoscendo quella continuità culturale, ma anche etnica, che chi conosce a fondo la Grecia di oggi sa cogliere nel Popolo Greco.

E invece, consapevole di questa unica, lunga e ininterrotta Storia, vorrei provare a riflettere sul contributo che ha dato all’Europa non Socrate o Platone o Aristotele… ma la Grecia moderna.




Tra il 1770 (anno delle prime rivolte) e il 1832, proprio mentre Lord Byron ma anche l’italiano Santorre di Santarosa si immolavano alla causa della libertà degli Elleni, si compiva la rivoluzione greca nei confronti dell’Impero ottomano: al grido Ελευθερία ή Θάνατος, un popolo oppresso per secoli, ma ancora consapevole della propria identità, ha saputo riconquistare, primo in Europa, la dignità di Nazione. Mentre nel resto del vecchio continente vigeva l’equilibrio tracciato dal Congresso di Vienna; mentre imperava il Metternich e la restaurazione ristabiliva sui troni i “legittimi” sovrani, in Grecia si buttavano le basi per una Nazione finalmente libera: i moti del 1848, un po' in tutta Europa, arrivano a rivendicare gli stessi valori sull’onda della consapevolezza che il Popolo Greco aveva saputo instillare. Primo fra tutti la Libertà: il valore più alto che la Grecia di tutti i tempi ha nutrito ed esaltato. La libertà: che nella Grecia moderna ha soffiato, prima che altrove, risvegliando in tutta Europa il patriottismo risorgimentale (con particolare riferimento all'influenza sull'Italia si rinvia alla recente analisi di A.G. Noto, La ricezione del Risorgimento greco in Italia (1770-1844): Tra idealità filelleniche, stereotipi e Realpolitik, Edizioni Nuova Cultura, 2016).

Ancora una volta, come per l’antichità, la terra di Grecia ha dettato le condizioni alla Storia.





Perché siamo filelleni, dunque?

Non è per lo straordinario passato. O almeno non solo per esso.

E’ perché siamo consapevoli di quanto gli Elleni possano ancora offrire all’umanità. 

E se in secoli di dominazione ottomana non si piegarono, non saranno questi anni di crisi, per quanto terribili, a domare i Greci. Si illude chi pensa di sperimentare su un “piccolo popolo” le terapie economiche della globalizzazione e del dominio attraverso il danaro. 

La nostra speranza e la nostra attesa, oltre che la nostra profonda gratitudine, sono rivolti a questo grande Popolo ed alla Sua antica terra. 

                                                                                       Marco Galdi

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